14 Aprile 2009

My fucking mind...nothing special

Scrivo, per svutoare il mio corpo dalla merda che mi si acculuma pranzo dopo pranzo, cena dopo cena. Scrivo sperando di scrivere qualcosa di interessante per qualcuno, per trovare il consenso di almeno uno di quelli che mi leggono, come per non sentirmi sola nei miei pensieri.
Ma poi mi rileggo e non vedo altro che un ammasso di carcasse appoggiate l'una all'altra per dare colore ad una pagina bianca. Parole rosse, gialle e verdi...a volte un pizzico di blu (il colore che mi ricorda il cielo) per creare l'arlecchino della mia mente.
Eppure non ho massime da "tramandare" a discepoli che leggono le mie pagine con regolarità. Non ho pezzi di vita vissuta intensamente o esposizioni della mia carne da poggiare su un piedistallo di vetro.

Sono maleducata con la mia vita, ma cerco di non esserlo con quella degli altri, così busso prima di entrare o aspetto fuori dalla porta, sul pianerottolo come se stessi elemosimando un pò di attenzione dal padrone.
Non cito poesie, non cito poeti caduti nell'oblio della fine ma rimasti perpetui.
Non ho una mente geniale perchè non mi interesso a nulla di geniale ma solo alla quotidianeità dell'essere umano.
Pecco di plurale maiestatis qualche volta ma non pretendo che in quello che scrivo si riconoscano tutti.
Il coro è stonato, non possiamo cantare tutti la stessa fottutissima canzone per dio!
Eppure inciampio spesso nelle banalità di frasi buttate lì da scrittori e showmen che vestono i panni di tutti noi. Si addossano la responsabilità di dare voce ai nostri pensieri parlando con un unica voce.
E a volte, mi ritrovo a muovere la bocca come se stessi rispondendo a una messa predicata da qualcuno senza tonaca.
Una pecora immersa nel gregge del "signore". Lo stesso per tutti, ma non è stato mandato da nessun dio.

Cerco il tono strano in ogni sguardo: iil più silenzioso, il più pensieroso, il più chiacchierone...e mi immergo con tutto il corpo nella ricerca dell'amore che sarà per me. Il mio pezzo di felicità.
Ammiro, come se fossero dei piccoli dei, chiunque sia inn grado di stupirmi ogni volta, anche se in fondo non sa di farlo.
La grande macchina mortale di facebook (come un giorno me l'hanno descritta) permette di entrare nelle case di tutti i tuoi amici senza bisogno di suonare il campanello ogni qual volta tu desideri fargli visita.
E così mi ritrovo spesso a bocca aperta, a leggere notizie sui miei piccoli dei. Mi stupiscono e io in silenzio coninuo la mia adorazione.
Vita quotidiana che senza troppi aggettivi grossonali e nel contempo graziosi, getto come cemento armato sui fogli elettronici. Rimarranno per sempre stampate qua, fino a quando la mano mia non premerà la morte del pensiero.

1 commento

  • pssc77

    ascoltare

    ho letto il tuo diario...ma è stato come se qualcuno me lo stesse leggendo...è strano come comunque sia persone che tra loro non sanno nemmeno di esistere provino sensazioni e stati d'animo simili per non dire identici...ciao chicca
    Scritto il: 14/04/2009 14:08:55
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